Compagnia Raumtraum · CRAB Teatro
Io sono Jago
Un monologo contemporaneo che porta nel presente uno dei personaggi più inquietanti di Shakespeare e interroga il pubblico sul potere delle parole, del sospetto e della manipolazione.
Lo spettacolo
Io sono Jago prende uno dei personaggi più inquietanti di Shakespeare e lo porta fuori dalla cornice del classico per restituirlo al presente.
Jago non parla per chiedere perdono e non cerca di spiegarsi. Al contrario, mette progressivamente in crisi l’idea rassicurante che il male appartenga sempre a qualcun altro, a un mostro facilmente riconoscibile, a un’eccezione.
Attraverso la vicenda di Otello e Desdemona, il monologo attraversa il risentimento, l’invidia, il bisogno di riconoscimento, il sospetto e il desiderio di possesso. Segue soprattutto il percorso attraverso cui una parola insinuata, una mezza verità o un dubbio possono modificare lo sguardo sugli altri fino a trasformare il sospetto in certezza e la relazione in dominio.
Il femminicidio entra così nello spettacolo non come tema sovrapposto alla tragedia shakespeariana, ma come possibile esito estremo di un meccanismo antico e ancora riconoscibile: la trasformazione dell’amore in possesso, della persona amata in proprietà, del dubbio in prova.
Il centro di Io sono Jago non è soltanto Jago, ma anche ciò che gli permette di agire: la disponibilità degli altri ad ascoltare, credere e sospettare, il piacere del pettegolezzo, la piccola complicità quotidiana e il bisogno di trovare una colpa fuori da sé. Lo spettacolo usa Shakespeare non come un monumento da celebrare, ma come uno strumento per osservare il presente.
La scena
L’allestimento è volutamente essenziale. In scena un attore, uno sgabello, un bacino e una brocca. La luce e la parola costruiscono il resto.
Questa essenzialità concentra il lavoro sulla presenza dell’interprete e sul rapporto diretto con lo spettatore. Jago non racconta semplicemente una storia già accaduta: cerca interlocutori. A tratti confessa, a tratti provoca, a tratti sembra quasi chiedere al pubblico di completare il proprio ragionamento.
Lo spettatore, che all’inizio pensa di trovarsi davanti alla confessione di un colpevole, viene progressivamente costretto a interrogarsi sulla propria distanza da ciò che sta giudicando.
Per le scuole
Io sono Jago può essere proposto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado sia come incontro con Shakespeare sia come occasione di lavoro su questioni fortemente contemporanee. Non è necessario che gli studenti abbiano già letto integralmente Otello: la vicenda e i personaggi fondamentali emergono all’interno dello spettacolo.
Su richiesta, alla rappresentazione può essere affiancato un incontro con autore/regista e interprete, dedicato al testo shakespeariano, alla sua riscrittura contemporanea e ai temi emersi durante la visione.
- La costruzione del sospetto e la manipolazione
- Il rapporto tra linguaggio e violenza
- Gelosia, possesso e controllo nelle relazioni
- La rappresentazione della donna e il femminicidio
- Responsabilità individuale e responsabilità collettiva
- Il rapporto fra classico e drammaturgia contemporanea
Scheda artistica
- Drammaturgia e regia: Giulio Federico Janni
- Interprete: Pierpaolo Congiu
- Coproduzione: Compagnia Raumtraum · CRAB Teatro
- Genere: teatro contemporaneo · monologo
- Pubblico: adulti e giovani
- Adatto anche alle scuole secondarie di secondo grado
- Durata: 50 minuti
- Anno di produzione: 2026
- Debutto: 30 luglio 2026 · Pergine Valsugana (TN)
Note tecniche
Lo spettacolo ha esigenze tecniche e logistiche molto contenute ed è facilmente adattabile a teatri, auditorium e spazi scolastici adeguatamente attrezzati.
- Spazio scenico minimo indicativo: 5 × 5 m
- Elementi di scena: uno sgabello, un bacino e una brocca
- Luci: piazzato frontale, controluce e due speciali
- Montaggio: circa 1 ora, comprendendo verifica e puntamento luci
- Smontaggio: 15 minuti
- Lo spettacolo viaggia con due persone
